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Diritto all'Oblio: Come Fare Richiesta nel 2026 (Guida Completa)

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Team Sicurezza Lunyb
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Il diritto all'oblio è uno degli strumenti più potenti che il GDPR mette a disposizione dei cittadini europei per proteggere la propria reputazione online. Eppure, secondo le ultime statistiche del Garante per la Protezione dei Dati Personali, oltre il 60% degli italiani non sa come esercitarlo correttamente.

In questa guida ti spiego, passo dopo passo, come presentare una richiesta di diritto all'oblio efficace, a chi rivolgerla, quali documenti preparare e cosa fare se la tua istanza viene respinta.

Cos'è il Diritto all'Oblio

Il diritto all'oblio è il diritto di un individuo a ottenere la cancellazione o la deindicizzazione di informazioni personali pubblicate online che non sono più rilevanti, accurate o di interesse pubblico. È sancito dall'articolo 17 del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) ed è stato consolidato dalla storica sentenza della Corte di Giustizia UE "Google Spain" del 2014.

In pratica, ti consente di chiedere a un motore di ricerca o a un sito web di rimuovere link o contenuti che ti riguardano, quando questi causano un danno sproporzionato rispetto al loro valore informativo attuale.

Quando puoi esercitare il diritto all'oblio

Puoi fare richiesta nei seguenti casi:

  • Informazioni obsolete: notizie vecchie che non rappresentano più la tua situazione attuale (es. un vecchio procedimento giudiziario archiviato)
  • Dati inesatti o falsi: contenuti che riportano informazioni errate sul tuo conto
  • Trattamento illecito: pubblicazione senza consenso o base giuridica
  • Dati eccessivi: informazioni sproporzionate rispetto alle finalità
  • Revoca del consenso: hai ritirato l'autorizzazione al trattamento
  • Minori: contenuti pubblicati quando eri minorenne

Quando NON puoi esercitare il diritto all'oblio

Il diritto all'oblio non è assoluto. Esistono diverse eccezioni in cui la tua richiesta può essere legittimamente respinta:

  • Esercizio della libertà di espressione e informazione: cronaca giornalistica di interesse pubblico
  • Obblighi legali: dati che devono essere conservati per legge (es. Gazzetta Ufficiale)
  • Interesse pubblico: informazioni su personaggi pubblici riguardanti il loro ruolo
  • Ricerca scientifica, storica o statistica
  • Accertamento o difesa di diritti in giudizio

Ad esempio, se sei un politico in carica, le notizie relative alla tua attività amministrativa difficilmente potranno essere rimosse, anche se risalgono a diversi anni fa.

Come Fare Richiesta di Diritto all'Oblio: Procedura Passo Passo

Esistono due percorsi principali: rivolgersi direttamente al sito web che ospita il contenuto oppure ai motori di ricerca per la deindicizzazione. Vediamoli entrambi.

1. Richiesta al sito web (titolare del trattamento)

Questo è il percorso più efficace perché rimuove il contenuto alla fonte. Ecco come procedere:

  1. Identifica il titolare del trattamento: controlla l'informativa privacy del sito o la sezione "Contatti" per trovare il Data Protection Officer (DPO)
  2. Prepara la richiesta scritta: deve contenere i tuoi dati identificativi, l'URL esatto del contenuto e la motivazione
  3. Invia via PEC o email certificata: per avere prova legale dell'invio
  4. Attendi la risposta: il titolare ha 30 giorni per rispondere (prorogabili di 60 in casi complessi)
  5. Verifica la rimozione: controlla che il contenuto sia stato effettivamente eliminato

2. Richiesta di deindicizzazione ai motori di ricerca

Se il sito originale non risponde o si rifiuta, puoi chiedere ai motori di ricerca di rimuovere i link dai risultati. Il contenuto resterà online, ma non sarà più trovabile tramite ricerca.

Google mette a disposizione un modulo dedicato chiamato "Richiesta di rimozione ai sensi delle leggi europee sulla protezione dei dati personali", accessibile dalla pagina di supporto Google. Lo stesso vale per Bing e Yahoo.

Confronto tra le Principali Modalità di Richiesta

Modalità Effetto Tempi Difficoltà Costo
Richiesta al sito Rimozione totale 30-90 giorni Media Gratuito
Deindicizzazione Google Solo rimozione dai risultati 2-8 settimane Bassa Gratuito
Reclamo al Garante Decisione vincolante 3-6 mesi Media Gratuito
Ricorso al Tribunale Sentenza esecutiva 1-3 anni Alta Elevato

Modello di Richiesta di Diritto all'Oblio

Ecco un fac-simile che puoi adattare alla tua situazione:

Oggetto: Richiesta di cancellazione dei dati personali ai sensi dell'art. 17 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], nato/a a [luogo] il [data], residente in [indirizzo], codice fiscale [CF], in qualità di interessato/a ai sensi dell'art. 4 del GDPR,

CHIEDE

la cancellazione dei dati personali che lo/la riguardano, presenti al seguente URL: [inserire URL completo].

La richiesta è motivata dal fatto che [specificare: i dati non sono più necessari/sono inesatti/il trattamento è illecito/etc.].

Si allega copia del documento di identità.

Si resta in attesa di riscontro entro il termine di 30 giorni previsto dall'art. 12 GDPR.

Luogo, data e firma

Documenti da allegare

  • Copia di un documento d'identità valido (fronte/retro)
  • URL esatto dei contenuti da rimuovere (consigliamo di usare uno strumento come Lunyb per gestire e organizzare i link in modo professionale durante la documentazione)
  • Screenshot dei contenuti come prova
  • Eventuali documenti che dimostrino la non veridicità o l'obsolescenza delle informazioni

Cosa Fare se la Richiesta Viene Respinta

Se il titolare del trattamento o il motore di ricerca rigetta la tua istanza, hai tre strade percorribili:

1. Reclamo al Garante Privacy

Puoi presentare un reclamo gratuito al Garante per la Protezione dei Dati Personali tramite il portale ufficiale (gpdp.it). Il Garante valuterà il caso e potrà imporre la rimozione con un provvedimento vincolante. È la strada più utilizzata in Italia perché efficace e senza costi.

2. Segnalazione

In alternativa al reclamo formale, puoi inviare una semplice segnalazione che il Garante può utilizzare per avviare indagini generali sul titolare.

3. Ricorso giurisdizionale

Puoi rivolgerti direttamente al Tribunale ordinario, anche in via cautelare d'urgenza ex art. 700 c.p.c. quando il danno è grave e imminente. Questa via richiede l'assistenza di un avvocato e comporta costi più elevati, ma può portare a risarcimenti del danno.

Tempi e Costi della Procedura

La richiesta di diritto all'oblio è gratuita. Il titolare del trattamento non può richiedere alcun pagamento per processarla, salvo casi di richieste manifestamente infondate o eccessive (per cui può applicare un contributo o rifiutare).

Per quanto riguarda i tempi:

  • 30 giorni è il termine standard di risposta
  • 60 giorni di proroga sono possibili in casi complessi (con notifica motivata)
  • Silenzio = rifiuto: dopo i termini puoi rivolgerti al Garante

Diritto all'Oblio e Social Media

I principali social network hanno procedure dedicate per le richieste di rimozione. Ecco i percorsi principali:

Facebook e Instagram

Meta mette a disposizione moduli specifici nel Centro Assistenza per segnalare contenuti che violano la tua privacy, anche post pubblicati da altri utenti che ti riguardano. La procedura è online e generalmente viene processata entro 7-14 giorni.

X (ex Twitter)

Puoi segnalare tweet che contengono informazioni personali non autorizzate tramite il modulo "Informazioni private". Il processo è rapido ma le decisioni sono spesso discrezionali.

LinkedIn

Per profili o contenuti professionali datati, LinkedIn offre un modulo GDPR specifico per residenti UE accessibile dalle impostazioni privacy.

TikTok e YouTube

Entrambe le piattaforme hanno moduli di rimozione GDPR dedicati. YouTube in particolare ha una procedura ben strutturata che può portare anche alla rimozione di video oltre che alla semplice deindicizzazione.

Consigli Pratici per una Richiesta Efficace

Dopo anni di osservazione delle decisioni del Garante, ecco alcuni suggerimenti che fanno davvero la differenza:

  1. Sii specifico sugli URL: indica con precisione ogni singolo link, non riferimenti generici
  2. Documenta il pregiudizio: spiega concretamente come quel contenuto ti danneggia (lavoro, salute mentale, relazioni)
  3. Sottolinea il tempo trascorso: più tempo è passato, più è probabile l'accoglimento
  4. Cita giurisprudenza: riferimenti a sentenze simili rafforzano la tua posizione
  5. Mantieni un tono professionale: evita accuse o toni emotivi
  6. Conserva tutto: ogni comunicazione potrebbe servire in futuro

Casi Particolari: Notizie di Cronaca Giudiziaria

Una delle aree più delicate riguarda gli articoli di cronaca che riportano vecchie vicende giudiziarie. La Cassazione (sentenza 5525/2012 e successive) ha chiarito che ha diritto alla deindicizzazione chi:

  • È stato assolto o il procedimento è stato archiviato
  • Ha scontato la pena e ha avuto la riabilitazione
  • La notizia risale a molti anni fa e non ha più rilevanza pubblica
  • Non è un personaggio pubblico

In questi casi, anche se l'articolo originale resta online (per tutelare la libertà di stampa), il motore di ricerca deve rimuovere il link associato al nome dell'interessato.

Proteggere la Propria Reputazione Online: Strumenti Complementari

Il diritto all'oblio è uno strumento reattivo, ma esistono anche misure preventive che puoi adottare. Una buona gestione della tua presenza digitale include il controllo dei link che condividi e ricevi. Strumenti come le moderne piattaforme di gestione link permettono di tracciare, monitorare e proteggere i contenuti che diffondi online.

Per chi gestisce campagne marketing o presenza professionale, è importante anche considerare la sicurezza dei link che si pubblicano: alcuni accorciatori offrono protezione con password, scadenza temporale e statistiche dettagliate, evitando che vecchi contenuti restino attivi indefinitamente. Se ti interessa approfondire le opzioni disponibili, ti suggeriamo di leggere le nostre recensioni su TinyURL e T2M.

FAQ - Domande Frequenti sul Diritto all'Oblio

Quanto tempo ho per fare richiesta di diritto all'oblio?

Non esiste un termine di decadenza: puoi esercitare il diritto in qualsiasi momento, anche a distanza di anni dalla pubblicazione del contenuto. Anzi, più tempo è passato, più è probabile che la richiesta venga accolta, perché diminuisce l'attualità della notizia.

Il diritto all'oblio è gratuito?

Sì, la richiesta è completamente gratuita sia verso i titolari del trattamento sia per il reclamo al Garante. I costi possono sorgere solo se decidi di avvalerti di un avvocato o di un'agenzia specializzata in reputazione online, oppure se ricorri al Tribunale ordinario.

Posso fare richiesta anche per contenuti su siti esteri?

Sì, se sei cittadino europeo il GDPR ti tutela anche nei confronti di siti extra-UE che trattano dati di residenti europei. Tuttavia, l'esecuzione può essere più complessa. Per i motori di ricerca, Google applica la deindicizzazione solo sulle versioni europee (.it, .fr, .de, ecc.) salvo casi particolari.

Cosa succede se il sito non risponde alla mia richiesta?

Il silenzio oltre i 30 giorni (o 90 in caso di proroga motivata) equivale a un rifiuto. A quel punto puoi presentare reclamo al Garante della Privacy, che ha il potere di imporre la rimozione e di sanzionare il titolare inadempiente fino al 4% del fatturato globale annuo.

Posso chiedere la rimozione di articoli di giornale?

Generalmente no per quanto riguarda il contenuto in sé (tutelato dalla libertà di stampa), ma sì per la deindicizzazione dai motori di ricerca quando associati al tuo nome, soprattutto se si tratta di notizie obsolete, archiviazioni o assoluzioni. In alcuni casi puoi chiedere l'aggiornamento dell'articolo con una nota integrativa che dia conto degli sviluppi successivi.

Conclusioni

Il diritto all'oblio è uno strumento potente ma non automatico. Richiede una richiesta ben formulata, documentata e indirizzata ai soggetti giusti. Se segui i passaggi di questa guida, parti con buone probabilità di successo.

Ricorda che la tutela della tua reputazione digitale è un percorso continuo: combina richieste di rimozione, monitoraggio attivo della tua presenza online e gestione consapevole dei contenuti che pubblichi. Se il caso è complesso, valuta sempre il supporto di un legale specializzato in diritto delle nuove tecnologie.

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