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Diritto all'Oblio: Come Fare Richiesta di Rimozione nel 2026

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Team Sicurezza Lunyb
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Un vecchio articolo di giornale che riporta una notizia superata, una foto imbarazzante indicizzata sui motori di ricerca, un procedimento giudiziario chiuso anni fa ma ancora tra i primi risultati quando qualcuno cerca il tuo nome. Sono situazioni concrete che possono compromettere reputazione, carriera e relazioni personali. Per questo l'ordinamento europeo riconosce il diritto all'oblio: la possibilità di chiedere la rimozione di contenuti che ti riguardano quando non hanno più ragione di essere pubblici.

In questa guida ti spiego passo dopo passo come esercitare questo diritto nel 2026, quali moduli usare, quali sono i tempi di risposta e cosa fare se la tua richiesta viene respinta.

Cos'è il Diritto all'Oblio

Il diritto all'oblio è il diritto di ottenere la cancellazione o la deindicizzazione di dati personali quando questi non sono più necessari rispetto alle finalità per cui erano stati raccolti o pubblicati. È sancito dall'articolo 17 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) ed è stato consolidato dalla storica sentenza della Corte di Giustizia UE del 13 maggio 2014 nel caso Google Spain.

Non è un diritto assoluto: va bilanciato con altri diritti fondamentali, come la libertà di informazione e di espressione. Un giudice o il Garante per la Protezione dei Dati Personali valuterà caso per caso.

Due diritti diversi: cancellazione vs deindicizzazione

  • Cancellazione: chiedere al sito web che ospita il contenuto (giornale, forum, blog) di rimuoverlo completamente dal proprio server.
  • Deindicizzazione: chiedere ai motori di ricerca (Google, Bing) di non mostrare più quel risultato quando qualcuno cerca il tuo nome. Il contenuto rimane online, ma diventa molto più difficile da trovare.

Spesso conviene richiedere entrambe le cose, perché rispondono a esigenze diverse e coinvolgono soggetti diversi.

Quando Puoi Chiedere il Diritto all'Oblio

L'articolo 17 del GDPR elenca i casi in cui hai diritto alla rimozione dei tuoi dati personali. Ecco quelli più rilevanti nella pratica.

Casi principali di applicabilità

  1. I dati non sono più necessari: la finalità per cui erano stati raccolti è venuta meno (es. un articolo su un fatto di cronaca risalente a molti anni fa).
  2. Hai revocato il consenso: quando il trattamento si basava sul tuo consenso e ora lo ritiri.
  3. Ti opponi al trattamento: e non esiste un motivo legittimo prevalente che giustifichi la conservazione.
  4. Trattamento illecito: i dati sono stati raccolti o pubblicati in violazione della legge.
  5. Obbligo legale: la cancellazione è imposta da una norma UE o italiana.
  6. Dati di minori: informazioni raccolte quando eri minorenne, in particolare su servizi online.

Quando la richiesta può essere rifiutata

Non tutto può essere rimosso. I casi tipici di rifiuto legittimo sono:

  • Esercizio del diritto di cronaca su fatti di rilevante interesse pubblico
  • Personaggi pubblici e cariche istituzionali per notizie relative al loro ruolo
  • Adempimento di un obbligo legale di conservazione
  • Finalità di archiviazione, ricerca storica o scientifica
  • Accertamento, esercizio o difesa di un diritto in sede giudiziaria

Come Fare Richiesta a Google: Guida Passo-Passo

Google è il primo destinatario tipico di una richiesta di oblio, perché la deindicizzazione dai suoi risultati ha un impatto immediato sulla visibilità dei contenuti.

Procedura tramite modulo online

  1. Vai alla pagina ufficiale "Rimozione di risultati di ricerca ai sensi delle leggi europee sulla privacy" di Google.
  2. Seleziona il paese di residenza (Italia) e conferma di agire per te stesso o come rappresentante legale.
  3. Inserisci nome, cognome ed email di contatto. Se agisci per conto di terzi, allega la delega.
  4. Copia e incolla gli URL esatti dei risultati che vuoi rimuovere (uno per riga). Puoi indicarne fino a 1000.
  5. Per ogni URL, spiega perché quel risultato è irrilevante, obsoleto o inappropriato. Sii specifico: date, contesto, motivi.
  6. Allega una copia di un documento d'identità (puoi oscurare i dati non essenziali, tenendo visibili nome, cognome e foto).
  7. Firma la dichiarazione e invia.

Cosa scrivere nella motivazione

La qualità della motivazione fa la differenza. Google effettua un bilanciamento tra i tuoi diritti e l'interesse pubblico, quindi devi fornire elementi utili alla valutazione:

  • Da quanto tempo esiste il contenuto
  • Perché è obsoleto (es. procedimento archiviato, assoluzione, notizia superata)
  • Che tipo di danno stai subendo (professionale, reputazionale, relazionale)
  • Se sei un privato cittadino senza ruoli pubblici
  • Eventuali sentenze o provvedimenti che ti hanno prosciolto

Tempi di risposta di Google

Google risponde solitamente entro 30-60 giorni. La risposta può essere:

  • Accoglimento totale: gli URL vengono deindicizzati per le ricerche europee sul tuo nome
  • Accoglimento parziale: alcuni URL sì, altri no
  • Rifiuto: con motivazione (interesse pubblico prevalente, personaggio pubblico, ecc.)
  • Richiesta di chiarimenti: se le informazioni fornite non sono sufficienti

Come Fare Richiesta al Sito Web che Ospita il Contenuto

La deindicizzazione da Google non basta se vuoi la rimozione completa: devi rivolgerti direttamente al titolare del trattamento, cioè il gestore del sito.

Individuare il destinatario

Cerca nella pagina del sito le sezioni "Privacy Policy", "Contatti" o "Note legali". Devi trovare:

  • L'email del titolare del trattamento o del DPO (Data Protection Officer)
  • L'indirizzo PEC per comunicazioni ufficiali
  • Eventuali moduli dedicati per esercitare i diritti GDPR

Struttura della richiesta

Invia una comunicazione scritta (preferibilmente via PEC o raccomandata) che contenga:

  1. Intestazione: al titolare del trattamento, con riferimento all'articolo 17 GDPR
  2. Dati identificativi: nome, cognome, codice fiscale, contatti
  3. URL specifico del contenuto da rimuovere
  4. Descrizione del contenuto e del contesto
  5. Motivazione dettagliata: perché applicare il diritto all'oblio
  6. Documentazione a supporto: sentenze, decreti di archiviazione, certificati
  7. Richiesta esplicita di rimozione entro 30 giorni
  8. Copia del documento d'identità

Il titolare deve rispondere entro un mese dalla ricezione (prorogabile di due mesi in casi complessi, con notifica motivata).

Modello di Richiesta al Titolare del Trattamento

Ecco un fac-simile che puoi adattare al tuo caso:

Oggetto: Richiesta di cancellazione dati personali ex art. 17 Reg. UE 2016/679

Spett.le [Nome del titolare],

Il sottoscritto [nome, cognome], nato a [luogo] il [data], codice fiscale [CF], residente in [indirizzo], con la presente esercita il diritto alla cancellazione dei dati personali di cui all'art. 17 del Regolamento UE 2016/679.

Chiedo la rimozione del contenuto pubblicato al seguente URL: [inserire URL completo], in quanto [motivazione: es. i dati non sono più necessari rispetto alla finalità originaria di cronaca giudiziaria, essendo trascorsi X anni ed essendo stato assolto con sentenza n. [numero] del [data]].

Allego alla presente copia del documento d'identità e [eventuale documentazione].

Attendo riscontro entro 30 giorni, come previsto dall'art. 12 GDPR.

Distinti saluti, [Firma, data]

Confronto tra le Diverse Strade di Rimozione

Destinatario Effetto Tempi Costo Difficoltà
Google (deindicizzazione) Contenuto invisibile nelle ricerche UE sul nome 30-60 giorni Gratuito Bassa
Sito web (cancellazione) Rimozione totale del contenuto 30 giorni Gratuito Media
Reclamo al Garante Privacy Ordine di rimozione con sanzioni 3-9 mesi Gratuito Media
Ricorso all'Autorità Giudiziaria Sentenza vincolante + risarcimento 6-24 mesi Da alcune centinaia a migliaia di € Alta

Cosa Fare se la Richiesta Viene Rifiutata

Se Google o il sito rifiutano, non è finita. Hai due strade principali: reclamo al Garante o ricorso al giudice ordinario.

Reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali

Il Garante è l'autorità italiana indipendente che vigila sull'applicazione del GDPR. Puoi presentare reclamo gratuitamente quando ritieni che i tuoi diritti siano stati violati.

  1. Scarica il modulo di reclamo dal sito ufficiale garanteprivacy.it
  2. Compilalo con dati personali, descrizione della vicenda e diritti che ritieni violati
  3. Allega la corrispondenza con il titolare (richiesta, eventuale risposta o mancata risposta)
  4. Invia via PEC a protocollo@pec.gpdp.it o raccomandata

Il Garante può disporre la rimozione, imporre sanzioni al titolare e ordinare misure correttive. Le decisioni sono impugnabili davanti al Tribunale.

Ricorso all'Autorità Giudiziaria

In alternativa (o dopo il Garante) puoi rivolgerti al Tribunale civile del luogo di residenza del titolare del trattamento o del tuo. È la strada più efficace se cerchi anche un risarcimento del danno, ma richiede un avvocato e comporta costi.

Diritto all'Oblio e Vecchi Contenuti Personali

Il diritto all'oblio non riguarda solo articoli di giornale. Sempre più spesso si applica a contenuti che tu stesso hai pubblicato o condiviso in passato: vecchi post sui social, foto su forum abbandonati, profili obsoleti, link brevi che rimandano a materiale imbarazzante.

Per i contenuti su piattaforme sociali (Facebook, Instagram, X, LinkedIn) usa le funzioni interne di cancellazione. Per i link brevi generati da vecchi servizi di URL shortening, è utile capire come funziona la gestione dei link nel tempo. Se stai creando nuovi link condivisibili e vuoi mantenere pieno controllo (potendoli disattivare o modificare in ogni momento), un servizio di gestione link come Lunyb ti permette di rimuovere o rendere non accessibili le destinazioni con un clic, evitando che vecchi contenuti restino "vivi" senza il tuo controllo. Trovi un confronto più ampio nella nostra guida alle piattaforme di gestione link 2026.

Attenzione ai data broker

Molti dati personali finiscono nei database dei data broker, aziende che raccolgono e rivendono informazioni. Puoi esercitare il diritto all'oblio anche verso di loro: identifica i broker che ti riguardano e invia richieste di cancellazione mirate. È un lavoro lungo ma efficace nel medio periodo.

Consigli Pratici per Aumentare le Probabilità di Successo

Prima di inviare la richiesta

  • Documenta tutto: fai screenshot dei contenuti con data e URL visibili
  • Raccogli prove a supporto delle tue tesi (sentenze, provvedimenti, certificati)
  • Verifica se sei "personaggio pubblico": se ricopri o hai ricoperto ruoli istituzionali, il bilanciamento potrebbe non essere favorevole
  • Valuta il tempo trascorso: più è antico il contenuto, più è probabile l'accoglimento

Nella redazione della richiesta

  • Sii chiaro, specifico e sintetico
  • Cita gli articoli di legge pertinenti (art. 17 GDPR, art. 21 GDPR)
  • Evita toni polemici: la richiesta deve essere professionale
  • Fornisci un URL per ogni contenuto, non descrizioni generiche

Dopo l'invio

  • Conserva prova della spedizione (ricevuta PEC, avviso di ricevimento)
  • Attendi i termini di legge prima di procedere con reclami
  • Se ricevi rifiuto, chiedi le motivazioni dettagliate per iscritto

Diritto all'Oblio Oncologico: una Novità Importante

Dal 2023 l'Italia riconosce il diritto all'oblio oncologico (Legge n. 193/2023): chi è guarito da un tumore da almeno 10 anni (5 se la diagnosi è avvenuta prima dei 21 anni) non deve fornire informazioni sulla malattia in ambito lavorativo, assicurativo, adottivo e bancario. È un'estensione fondamentale del diritto all'oblio a un ambito concreto della vita quotidiana.

FAQ - Domande Frequenti

Quanto costa esercitare il diritto all'oblio?

Presentare la richiesta al titolare del trattamento o a Google è gratuito. Anche il reclamo al Garante Privacy non ha costi. Le spese possono nascere solo se ti rivolgi a un avvocato o se avvii un ricorso al Tribunale civile, dove ci sono contributi unificati e onorari professionali.

La deindicizzazione da Google vale in tutto il mondo?

No. In base alla sentenza della Corte di Giustizia UE del 2019, Google è obbligato a rimuovere i risultati solo nelle versioni europee del motore di ricerca. Chi cerca da fuori Europa potrebbe ancora vedere quei contenuti, anche se Google applica filtri geografici basati sull'indirizzo IP.

Posso chiedere la rimozione di articoli di giornale che raccontano fatti veri?

Sì, ma con condizioni. Se i fatti sono veri, la richiesta si basa sull'obsolescenza e sul venir meno dell'interesse pubblico dopo molto tempo. La giurisprudenza italiana ammette la deindicizzazione dell'articolo dai motori di ricerca (specialmente rispetto al tuo nome), mentre la cancellazione integrale dall'archivio del giornale è più difficile perché confligge con il diritto di cronaca e la memoria storica.

Cosa succede se il sito è ospitato all'estero?

Il GDPR si applica anche a soggetti extra-UE quando trattano dati di cittadini europei. Puoi comunque inviare la richiesta e, in caso di mancata risposta, presentare reclamo al Garante. L'applicazione pratica è più complessa quando il gestore non è collaborativo, ma la deindicizzazione da Google resta efficace perché copre le ricerche fatte dall'Europa.

Quanto tempo deve passare perché una notizia sia "obsoleta"?

Non esiste una soglia fissa. La giurisprudenza valuta caso per caso: gravità del fatto, ruolo pubblico della persona, interesse storico. Indicativamente, per fatti di cronaca giudiziaria conclusi con archiviazione o assoluzione, molte richieste vengono accolte già dopo 5-7 anni. Per condanne definitive per reati non gravi si parla di 10-15 anni. Per reati gravi o personaggi pubblici, il diritto di cronaca può prevalere anche a distanza di decenni.

Conclusione

Il diritto all'oblio è uno degli strumenti più potenti che il GDPR mette a tua disposizione per tutelare la reputazione e riprendere il controllo della tua identità digitale. Esercitarlo non è complicato, ma richiede metodo: prima Google per la deindicizzazione, poi il sito che ospita il contenuto per la rimozione, infine il Garante o il Tribunale in caso di rifiuto.

Ricorda che la privacy online non è una battaglia da vincere una volta e poi dimenticare: è una manutenzione continua della tua presenza digitale. Ogni contenuto che pubblichi oggi potrebbe diventare oggetto di una richiesta di oblio domani. Per questo scegliere strumenti che ti danno controllo — dai gestori di link agli account che usi ogni giorno — è tanto importante quanto sapere come far valere i tuoi diritti quando qualcosa è già online.

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