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Diritto all'Oblio: Come Fare Richiesta nel 2026 (Guida Completa)

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Team Sicurezza Lunyb
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Il tuo nome compare ancora nei risultati di ricerca legato a una vecchia notizia, un vecchio profilo o un contenuto che vorresti dimenticare? Il diritto all'oblio ti permette di chiedere la deindicizzazione o la cancellazione di contenuti che ti riguardano, quando non sono più rilevanti o pertinenti. In questa guida ti spiego passo passo come fare richiesta, a chi rivolgerti e cosa aspettarti.

Cos'è il Diritto all'Oblio

Il diritto all'oblio è il diritto di ogni persona a non vedere più diffuse informazioni che la riguardano quando queste sono diventate obsolete, inesatte o non più di interesse pubblico. È sancito dall'articolo 17 del GDPR (Regolamento UE 2016/679) e ulteriormente rafforzato in Italia dal Codice Privacy (D.lgs. 196/2003 aggiornato).

Il concetto è stato definitivamente consacrato dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 13 maggio 2014 (caso Google Spain vs. AEPD), che ha stabilito un principio fondamentale: i motori di ricerca sono responsabili del trattamento dei dati personali e devono rimuovere, su richiesta, i link a informazioni non più pertinenti.

Quando si può esercitare il diritto all'oblio

Puoi chiedere la rimozione o deindicizzazione di un contenuto in questi casi:

  • I dati non sono più necessari rispetto alle finalità per cui erano stati raccolti.
  • Hai revocato il consenso al trattamento (e non esistono altre basi giuridiche).
  • Ti opponi al trattamento e non prevalgono interessi legittimi del titolare.
  • I dati sono stati trattati in modo illecito.
  • Esiste un obbligo legale di cancellazione.
  • I dati riguardano un minore.
  • La notizia riguarda vicende giudiziarie ormai concluse (assoluzione, prescrizione, riabilitazione).

Quando NON si applica il diritto all'oblio

Il diritto all'oblio non è assoluto. Non si applica quando prevale:

  • Il diritto alla libertà di espressione e di informazione (cronaca giornalistica di interesse pubblico attuale).
  • L'adempimento di un obbligo legale.
  • Motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica.
  • Finalità di archiviazione, ricerca scientifica o storica.
  • Accertamento, esercizio o difesa di un diritto in sede giudiziaria.

A Chi Rivolgere la Richiesta

La richiesta di diritto all'oblio può essere indirizzata a soggetti diversi a seconda del risultato che vuoi ottenere. Ecco una panoramica:

DestinatarioCosa può fareEffetto
Motore di ricerca (Google, Bing)Deindicizzare l'URLIl contenuto non appare più nei risultati per il tuo nome
Sito web / editoreRimuovere o aggiornare il contenutoIl contenuto sparisce o viene anonimizzato
Testata giornalisticaAggiornare l'articolo o deindicizzarloContestualizzazione o rimozione dell'indicizzazione
Social networkCancellare post, foto, profiliRimozione totale del contenuto
Garante PrivacyOrdinare la rimozione se il titolare rifiutaDecisione vincolante

Come Fare Richiesta a Google (Deindicizzazione)

La richiesta a Google è la più comune, perché rimuovere un link dai risultati di ricerca è spesso sufficiente per rendere il contenuto praticamente invisibile. Ecco la procedura passo passo:

  1. Accedi al modulo ufficiale: vai su google.com/webmasters/tools/legal-removal-request e seleziona "Rimuovi informazioni che vedo in Google Search".
  2. Scegli la motivazione: seleziona "Informazioni personali" e poi la sottocategoria pertinente (dati sensibili, informazioni obsolete, contenuti su minori, ecc.).
  3. Inserisci i tuoi dati: nome, cognome, email di contatto e Paese di residenza.
  4. Elenca gli URL da rimuovere: copia e incolla l'indirizzo completo di ogni pagina. Puoi indicare più URL nella stessa richiesta.
  5. Fornisci le query di ricerca: indica le parole chiave con cui trovi i risultati (di solito il tuo nome e cognome).
  6. Spiega perché il contenuto va rimosso: motiva in modo chiaro. Es. "Sono stato assolto con sentenza definitiva", "L'articolo contiene informazioni obsolete e non più pertinenti", "Riguarda un evento di 15 anni fa senza attualità".
  7. Allega un documento d'identità: Google richiede una copia del documento per verificare l'identità.
  8. Firma e invia: conferma di agire in buona fede e invia il modulo.

Google ti invierà una email di conferma con un numero di pratica. I tempi di risposta variano da 2 settimane a 2 mesi. Se la richiesta viene accolta, il link scomparirà dai risultati di ricerca associati al tuo nome (rimarrà però indicizzato per altre query non correlate a te).

Come scrivere una motivazione efficace

La motivazione è la parte più importante. Google valuta il bilanciamento tra il tuo diritto alla privacy e l'interesse pubblico. Una motivazione forte include:

  • Il tempo trascorso dai fatti (più anni sono passati, maggiore è il peso).
  • L'assenza di attualità della notizia.
  • Il tuo ruolo privato (non sei una figura pubblica).
  • L'esito favorevole di eventuali procedimenti (assoluzione, archiviazione).
  • Il danno concreto che il contenuto ti sta causando (professionale, sociale, psicologico).

Come Fare Richiesta a un Sito Web o Editore

Se vuoi che il contenuto venga proprio rimosso (non solo deindicizzato), devi rivolgerti direttamente al titolare del trattamento, cioè chi gestisce il sito. Ecco come procedere:

  1. Individua il titolare del trattamento: cerca nella pagina "Privacy Policy", "Note legali" o "Contatti" del sito. Deve essere indicato per legge.
  2. Trova l'indirizzo PEC o email del DPO: il Responsabile della Protezione dei Dati (Data Protection Officer) è il referente per le richieste privacy.
  3. Prepara la richiesta scritta: usa un modello formale (vedi sotto) e invia tramite PEC o raccomandata A/R per avere prova dell'invio.
  4. Attendi la risposta: il titolare ha 30 giorni per rispondere (prorogabili di 60 in casi complessi, con motivazione).
  5. Se la richiesta viene accolta: il contenuto verrà rimosso o modificato.
  6. Se viene rifiutata o ignorata: puoi rivolgerti al Garante Privacy o al giudice ordinario.

Modello di richiesta di diritto all'oblio

Ecco un fac-simile che puoi adattare:

Oggetto: Richiesta di esercizio del diritto all'oblio ex art. 17 GDPR

Spett.le [Nome titolare],

Io sottoscritto/a [Nome Cognome], nato/a a [luogo] il [data], C.F. [codice fiscale], residente in [indirizzo], in qualità di interessato ai sensi del Regolamento UE 2016/679,

CHIEDO

la cancellazione dei dati personali che mi riguardano, contenuti nell'articolo/pagina raggiungibile al seguente URL: [inserire URL completo], per le seguenti motivazioni: [descrivere in dettaglio perché i dati non sono più pertinenti/necessari/aggiornati].

Vi ricordo che ai sensi dell'art. 12 GDPR siete tenuti a fornire riscontro entro 30 giorni. Allego copia del mio documento d'identità.

In caso di mancato riscontro o rigetto, adirò il Garante per la Protezione dei Dati Personali e/o l'Autorità Giudiziaria.

Distinti saluti,
[Firma]
[Data]

Cosa Fare se la Richiesta Viene Rifiutata

Se il titolare del sito rifiuta o non risponde entro 30 giorni, hai due strade principali: il reclamo al Garante Privacy o il ricorso al giudice ordinario. Vediamole nel dettaglio.

Reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali

È la via più rapida ed economica. Il reclamo è gratuito e si presenta online sul sito gpdp.it. Ecco come:

  1. Compila il modulo di reclamo disponibile sul sito del Garante.
  2. Allega la corrispondenza con il titolare (richiesta originale e eventuale rifiuto).
  3. Descrivi i fatti in modo dettagliato.
  4. Allega il documento d'identità.
  5. Invia tramite PEC a protocollo@pec.gpdp.it.

Il Garante può ordinare al titolare la rimozione del contenuto e comminare sanzioni pecuniarie. I tempi variano ma di norma si attestano tra i 6 e i 12 mesi.

Ricorso al giudice ordinario

Puoi rivolgerti direttamente al Tribunale civile per ottenere un provvedimento d'urgenza (art. 700 c.p.c.) che ordini la rimozione. È più costoso ma può essere più rapido nei casi urgenti. Serve un avvocato.

Casi Particolari: Notizie di Cronaca e Testate Giornalistiche

Le richieste rivolte a giornali online sono le più delicate, perché entra in gioco il diritto di cronaca e la libertà di stampa. La giurisprudenza italiana ha fissato alcuni principi chiari:

  • La deindicizzazione è spesso preferibile alla cancellazione: l'articolo resta nell'archivio storico, ma non è più raggiungibile tramite ricerche sul tuo nome.
  • L'aggiornamento contestuale: se sei stato assolto dopo un articolo che riportava l'accusa, hai diritto a chiedere un aggiornamento con l'esito favorevole.
  • Il fattore tempo: la Cassazione (sent. 5525/2012) ha stabilito che dopo un certo periodo l'attualità della notizia viene meno.
  • Il ruolo pubblico: se sei un politico, manager o personaggio noto, il diritto all'oblio è più limitato per i fatti connessi al tuo ruolo.

Proteggere la Tua Identità Online in Modo Proattivo

Il diritto all'oblio è uno strumento reattivo: si attiva dopo che il contenuto è già pubblicato. Molto più efficace è proteggere fin dall'inizio la propria impronta digitale. Ecco alcune buone pratiche:

  • Controlla periodicamente i risultati di ricerca associati al tuo nome con Google, Bing e DuckDuckGo.
  • Usa DNS crittografati (DNS-over-HTTPS) per impedire tracciamenti a livello di rete.
  • Preferisci browser orientati alla privacy come Brave, Firefox con impostazioni rigorose o Tor per navigazioni sensibili.
  • Non condividere link diretti a documenti o pagine che contengono tue informazioni personali. Usa un accorciatore con statistiche private come Lunyb, che ti permette di monitorare chi accede ai tuoi link senza esporre l'URL originale.
  • Limita l'esposizione sui social: verifica le impostazioni di visibilità e rimuovi profili obsoleti.
  • Richiedi la deindicizzazione preventiva di contenuti che, pur legittimi, contengono dati sensibili (indirizzo, numero di telefono, dati sanitari).

Se gestisci link e URL frequentemente, per motivi professionali o personali, ti consiglio di leggere anche la nostra guida alla migliore piattaforma di gestione link 2026 per capire come proteggere la tua privacy mentre condividi contenuti online.

Diritto all'Oblio vs Altri Diritti GDPR

Il diritto all'oblio (art. 17) è spesso confuso con altri diritti previsti dal GDPR. Ecco una comparazione veloce:

DirittoArticolo GDPRCosa ottieni
AccessoArt. 15Sapere quali dati sono trattati
RettificaArt. 16Correggere dati inesatti
Cancellazione (oblio)Art. 17Rimuovere i dati
LimitazioneArt. 18Sospendere il trattamento
PortabilitàArt. 20Trasferire i dati altrove
OpposizioneArt. 21Opporsi al trattamento

Costi e Tempi Reali

Riassumiamo la questione pratica: quanto costa e quanto tempo serve?

  • Richiesta a Google: gratuita, tempi 2-8 settimane.
  • Richiesta al titolare del sito: gratuita, tempi 30 giorni per la risposta.
  • Reclamo al Garante: gratuito, tempi 6-12 mesi.
  • Ricorso giudiziale: costi variabili (avvocato + contributo unificato, indicativamente da 800€ a 3.000€+), tempi da 1 a 6 mesi per un ricorso d'urgenza.

FAQ - Domande Frequenti

Posso chiedere il diritto all'oblio per notizie vere?

Sì. Il diritto all'oblio non riguarda la verità della notizia, ma la sua persistente rilevanza. Anche una notizia originariamente vera e legittima può essere rimossa se, con il passare del tempo, non è più di interesse pubblico e continua a causarti danno.

Quanto tempo deve passare per esercitare il diritto all'oblio?

Non esiste un termine fisso, ma la giurisprudenza indica orientativamente 2-5 anni come soglia per considerare una notizia "non più attuale", specialmente per fatti di cronaca. Per procedimenti penali con esito favorevole, il diritto può scattare subito dopo la sentenza definitiva.

Se Google accoglie la richiesta, la notizia sparisce da internet?

No. Google (o altri motori) semplicemente non mostreranno più il link nei risultati di ricerca associati al tuo nome. La pagina originale resta online e potrebbe essere raggiungibile con altre query o link diretti. Per rimuovere completamente il contenuto devi rivolgerti al sito che lo ospita.

Il diritto all'oblio funziona anche sui social network?

Sì. Facebook, Instagram, X, TikTok e LinkedIn hanno tutti procedure dedicate per richieste GDPR. In genere si accede tramite le impostazioni privacy o i moduli dedicati ("Segnala violazione della privacy"). I tempi di risposta sono di solito rapidi (7-30 giorni).

Posso esercitare il diritto all'oblio per conto di un defunto?

Sì, in Italia. Il Codice Privacy italiano (art. 2-terdecies) consente agli eredi o a chi ha un interesse legittimo di esercitare i diritti GDPR per persone decedute, salvo che il defunto abbia espressamente vietato tale esercizio.

Conclusione

Il diritto all'oblio è uno strumento potente per riprendere il controllo sulla tua identità digitale, ma richiede pazienza, metodo e a volte perseveranza. Comincia sempre con la richiesta diretta al titolare o al motore di ricerca: nella maggior parte dei casi è sufficiente. Solo se la richiesta viene ignorata o rifiutata immotivatamente, ricorri al Garante Privacy o al giudice.

Ricorda: la miglior difesa è la prevenzione. Cura la tua impronta digitale, usa strumenti che rispettano la privacy e condividi link in modo consapevole. Il tuo passato online non deve definire il tuo futuro.

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