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Diritto all'Oblio: Come Fare Richiesta nel 2026 (Guida Completa)

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Team Sicurezza Lunyb
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Il diritto all'oblio è uno degli strumenti più potenti che il GDPR mette a disposizione dei cittadini europei per proteggere la propria reputazione online. Se il tuo nome compare in articoli obsoleti, foto imbarazzanti o risultati di ricerca che non riflettono più chi sei oggi, hai il diritto di chiederne la rimozione. In questa guida ti spieghiamo passo passo come fare una richiesta di diritto all'oblio efficace, quali documenti servono e cosa aspettarti dai tempi di risposta.

Cos'è il Diritto all'Oblio

Il diritto all'oblio è il diritto di ottenere la cancellazione dei propri dati personali da motori di ricerca, siti web e database quando non sono più necessari, sono inesatti o la loro pubblicazione lede la dignità della persona. È sancito dall'articolo 17 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e rafforzato dalla storica sentenza Google Spain del 2014 della Corte di Giustizia Europea.

In pratica, questo diritto ti permette di chiedere:

  • La rimozione di URL dai risultati di ricerca (deindicizzazione).
  • La cancellazione di contenuti pubblicati su siti web, blog e testate giornalistiche.
  • L'eliminazione di foto, video e post dai social network.
  • La rimozione di dati da archivi digitali e database pubblici.

Quando Puoi Esercitare il Diritto all'Oblio

Non è un diritto assoluto: puoi esercitarlo solo in casi specifici previsti dal GDPR. Le situazioni più comuni sono:

  1. I dati non sono più necessari rispetto alle finalità per cui erano stati raccolti.
  2. Hai revocato il consenso al trattamento.
  3. Ti opponi al trattamento e non ci sono motivi legittimi prevalenti.
  4. I dati sono stati trattati illecitamente.
  5. I dati devono essere cancellati per obbligo di legge.
  6. Le informazioni sono obsolete, inesatte o eccessive rispetto al contesto attuale.

Quando NON Puoi Esercitare il Diritto all'Oblio

Esistono limiti importanti al diritto all'oblio, previsti dall'articolo 17, paragrafo 3 del GDPR. La richiesta può essere legittimamente rifiutata quando prevale:

  • Il diritto alla libertà di espressione e informazione (es. articoli su fatti di cronaca di rilevante interesse pubblico).
  • Un obbligo legale di conservazione dei dati.
  • L'interesse pubblico nel settore della sanità pubblica.
  • Finalità di archiviazione, ricerca scientifica o storica.
  • L'accertamento, esercizio o difesa di un diritto in sede giudiziaria.

Per personaggi pubblici, politici e figure di rilievo, il diritto all'informazione della collettività spesso prevale, soprattutto se i fatti riportati sono ancora attuali e di interesse pubblico.

Come Fare Richiesta di Diritto all'Oblio a Google

Google è il primo bersaglio delle richieste di oblio perché è il principale gateway verso l'informazione online. Deindicizzare un URL dai risultati di ricerca significa renderlo praticamente invisibile, anche se il contenuto originale resta pubblicato sul sito sorgente.

Procedura Passo Passo

  1. Vai al modulo ufficiale: Modulo di richiesta di rimozione ai sensi delle leggi sulla protezione dei dati europee, accessibile dalla pagina di supporto di Google.
  2. Seleziona il paese di residenza (Italia).
  3. Inserisci nome completo, email di contatto e, se agisci per conto di qualcun altro, la relativa documentazione.
  4. Elenca gli URL specifici che vuoi rimuovere dai risultati di ricerca (fino a 1000 per richiesta).
  5. Per ogni URL, spiega perché il contenuto è irrilevante, obsoleto o dannoso.
  6. Allega un documento d'identità (puoi oscurare il numero, ma non nome e foto).
  7. Firma la dichiarazione di veridicità e invia.

Tempi di Risposta di Google

Google è tenuto a rispondere entro 30 giorni, prorogabili di ulteriori 60 giorni in casi complessi. Riceverai un'email con l'esito: accettazione totale, accettazione parziale o rifiuto motivato. Attenzione: la deindicizzazione riguarda solo le versioni europee di Google (google.it, google.fr, ecc.). Il contenuto potrebbe rimanere visibile su google.com da fuori Europa.

Come Fare Richiesta a un Sito Web o Testata Giornalistica

Rimuovere il contenuto alla fonte è la soluzione più radicale ed efficace. Ecco come procedere.

1. Identifica il Titolare del Trattamento

Ogni sito che rispetti il GDPR deve avere una Privacy Policy con i contatti del titolare del trattamento e, se nominato, del Data Protection Officer (DPO). Cerca queste informazioni nel footer del sito o nella pagina "Chi siamo".

2. Invia una PEC o Email Formale

La richiesta deve essere scritta e tracciabile. Preferisci la PEC (Posta Elettronica Certificata) se disponibile, altrimenti una email con conferma di lettura. Nella richiesta includi:

  • Dati identificativi (nome, cognome, data di nascita, indirizzo).
  • URL esatti dei contenuti da rimuovere.
  • Riferimento normativo: articolo 17 GDPR.
  • Motivazione dettagliata della richiesta.
  • Copia del documento d'identità.
  • Termine massimo di risposta (30 giorni).

3. Modello di Richiesta (Fac-Simile)

Ecco una struttura tipo che puoi adattare al tuo caso:

Oggetto: Richiesta di cancellazione dati personali ex art. 17 GDPR – Diritto all'oblio

Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], nato/a il [data] a [luogo], residente in [indirizzo], C.F. [codice fiscale], con la presente esercita il diritto alla cancellazione dei propri dati personali ai sensi dell'art. 17 del Regolamento UE 2016/679 in relazione al seguente contenuto: [URL]. Motivazione: [spiegazione]. Chiede pertanto la rimozione entro 30 giorni dal ricevimento. In caso di mancato riscontro, si riserva di presentare reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali.

Diritto all'Oblio sui Social Network

Facebook, Instagram, TikTok, X (ex Twitter) e LinkedIn hanno procedure dedicate per la rimozione di contenuti che ti riguardano, anche se pubblicati da terzi.

Facebook e Instagram (Meta)

Vai su Centro assistenza > Privacy e sicurezza > Segnalazione violazioni della privacy. Puoi segnalare foto, video o post che ti ritraggono senza consenso. Meta accetta anche richieste di rimozione per persone decedute (memorializzazione dell'account).

TikTok

Dal profilo del contenuto, tocca "Segnala" e seleziona la categoria appropriata (privacy, molestie, contenuti inappropriati). Per richieste GDPR formali, usa il modulo dedicato nel Centro Sicurezza.

LinkedIn

Utile soprattutto per rimuovere vecchie posizioni lavorative pubblicate da ex datori di lavoro o recensioni negative. LinkedIn ha un modulo specifico "Notice of Inaccurate Profile Data".

Confronto: Dove Inviare la Richiesta

DestinatarioEffettoTempi MediDifficoltà
Google (deindicizzazione)Rimozione dai risultati di ricerca UE30-90 giorniBassa
Sito sorgenteRimozione totale del contenuto30 giorniMedia
Social networkRimozione post/foto/video7-30 giorniBassa
Garante Privacy (reclamo)Provvedimento vincolante3-9 mesiAlta
Autorità GiudiziariaSentenza + risarcimento1-3 anniMolto alta

Cosa Fare in Caso di Rifiuto

Se il titolare del trattamento ignora la richiesta o la rifiuta senza motivazioni valide, hai due strade principali.

1. Reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali

Puoi presentare un reclamo gratuito al Garante Privacy tramite il portale ufficiale gpdp.it. Serviranno:

  • Copia della richiesta originale al titolare.
  • Prova di invio (ricevuta PEC o email).
  • Eventuale risposta ricevuta.
  • Descrizione dettagliata della violazione.

Il Garante ha il potere di ordinare la rimozione e comminare sanzioni fino al 4% del fatturato annuo globale dell'azienda inadempiente.

2. Ricorso all'Autorità Giudiziaria

In alternativa o in aggiunta, puoi rivolgerti al tribunale civile per ottenere non solo la rimozione ma anche il risarcimento del danno subito (morale, reputazionale, patrimoniale). Questa strada è più lenta e costosa ma può portare a risarcimenti significativi in caso di danni gravi.

Consigli Pratici per Massimizzare le Probabilità di Successo

Una richiesta ben costruita fa la differenza. Ecco i suggerimenti che gli avvocati specializzati in privacy utilizzano più spesso:

  1. Sii specifico: elenca URL precisi, non generiche menzioni. Un link diretto è cento volte più efficace di una descrizione vaga.
  2. Documenta il danno: se un articolo obsoleto ti sta causando problemi lavorativi o personali, spiegalo con esempi concreti.
  3. Sottolinea l'obsolescenza: se il fatto risale a 10-15 anni fa e non sei più la stessa persona, evidenzialo. La giurisprudenza tutela l'evoluzione personale.
  4. Attenzione ai link brevi: se condividi URL, usa piattaforme affidabili con statistiche trasparenti come Lunyb, che ti permettono di monitorare dove circolano i tuoi link e revocarli quando necessario.
  5. Conserva tutto: screenshot, email, ricevute PEC. In caso di contenzioso saranno prove fondamentali.
  6. Non minacciare a vuoto: se citi il Garante o il tribunale, sii pronto a procedere davvero.

Diritto all'Oblio e Ingegneria Sociale: il Nesso

Sempre più spesso, informazioni personali obsolete presenti online vengono sfruttate per truffe mirate. Vecchi indirizzi, numeri di telefono, nomi di familiari trovati in cache di Google diventano armi in mano ai criminali. Se vuoi approfondire come i tuoi dati pubblici vengono usati contro di te, leggi la nostra guida su ingegneria sociale e come difendersi. Esercitare il diritto all'oblio è, di fatto, anche un atto di cybersecurity personale.

Servizi Professionali di Rimozione: Convengono?

Esistono agenzie specializzate in online reputation management che gestiscono richieste di diritto all'oblio a pagamento, con tariffe che variano da 200 a oltre 5000 euro. Possono essere utili per:

  • Casi complessi con molti URL su siti diversi.
  • Situazioni che richiedono strategia legale coordinata.
  • Persone pubbliche con visibilità mediatica elevata.

Per casi personali standard, però, la procedura fai-da-te è assolutamente fattibile e gratuita. Non farti convincere che serva sempre un intermediario: il GDPR ti dà strumenti diretti e potenti.

FAQ – Domande Frequenti

1. Quanto costa fare una richiesta di diritto all'oblio?

Nulla. L'esercizio dei diritti previsti dal GDPR è gratuito. Il titolare del trattamento può chiedere un rimborso solo per richieste manifestamente infondate o eccessive (es. ripetute più volte per lo stesso contenuto). Anche il reclamo al Garante Privacy è gratuito.

2. Il diritto all'oblio funziona anche per articoli di giornale?

Sì, ma con limiti. Se l'articolo riguarda un fatto di cronaca ancora di interesse pubblico attuale, il diritto di informazione prevale. Se invece parla di una vicenda vecchia, superata (es. un'assoluzione dopo un'accusa) e non più rilevante, puoi ottenere quantomeno l'aggiornamento (nota di aggiornamento) o la deindicizzazione dai motori di ricerca.

3. Cosa succede se il sito è ospitato fuori dall'Unione Europea?

Il GDPR si applica anche a soggetti extra-UE che trattano dati di cittadini europei. Nella pratica, però, l'esecuzione è più difficile. Per siti americani o asiatici che ignorano le richieste, la strada più efficace è la deindicizzazione da Google, che opera in Europa. Il contenuto resta online ma diventa introvabile per la maggior parte degli utenti.

4. Quanto tempo ho per fare richiesta di diritto all'oblio?

Non esiste un termine di decadenza. Puoi esercitare il diritto in qualsiasi momento, anche a distanza di anni. Anzi, il passare del tempo spesso rafforza la richiesta perché dimostra l'obsolescenza dell'informazione. Molte pronunce del Garante hanno accolto richieste relative a fatti risalenti a 15-20 anni prima.

5. Posso chiedere la rimozione di contenuti che riguardano un familiare defunto?

Sì. L'articolo 2-terdecies del Codice Privacy italiano permette agli eredi o a chi ha un interesse legittimo di esercitare i diritti del defunto, inclusa la cancellazione dei dati. Serve dimostrare il legame parentale o l'interesse (es. tutela della memoria familiare) tramite documentazione.

Conclusione

Il diritto all'oblio è uno strumento concreto e potente per riprendere il controllo della tua identità digitale. Che si tratti di un vecchio articolo, una foto imbarazzante o un dato obsoleto che continua a perseguitarti nei risultati di Google, hai gli strumenti legali per intervenire. La chiave è agire con metodo: richiesta scritta al titolare, poi Google, e in caso di rifiuto reclamo al Garante. Non serve un avvocato per iniziare, ma serve determinazione, precisione e pazienza. Il GDPR è dalla tua parte: usalo.

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